



Di origine messapica, fu certamente un “castrum” (fortezza) romano, anche se la presenza dell’uomo risale all’età del Bronzo, come sembrerebbe attestare il menhir di Ussano, che si trova nella periferica Giuliano.
Notevoli il “Borgo Terra”, suggestivo dedalo di vicoli che si snodano tra case a corte e pallidi affreschi tardo-medievali, la Chiesa e la colonna di San Michele Arcangelo e nella frazione di Salignano la Chiesa di Sant’Andrea, quella della Purificazione e la Torre del XVI secolo, mentre a Giuliano merita una sosta il castello cinquecentesco. Con il promontorio japigio, estremo lembo della penisola, Castrignano fa parte del Parco protetto “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”.
Singolare il nomignolo di “cuzziddi” (lumache) che accompagna gli abitanti di Castrignano del Capo: leggenda vuole che durante una processione, scoppiato un temporale, la statua del santo protettore fosse lasciata alle intemperie dai devoti, precipitosamente convertiti alla raccolta delle lumache.
Più probabilmente il soprannome risale agli anni bui del paese, stremato dai terremoti, dalle carestie e dai pirati turchi nel tardo Settecento, e costretto a cibarsi di alghe di mare, di radici e di umilissime ... chiocciole.